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JU JITSU
(La dolce arte)
Sino alla fine del secolo scorso il
JU JITSU, una delle arti marziali nipponiche
maggiormente utilizzate durante i combattimenti corpo a corpo, prevedeva
l'uso di tecniche anche molto violente.
Madre di tutte le arti marziali giapponesi moderne, fu importata in
Italia all'inizio di questo secolo da alcuni marinai che ne avevano
appreso i rudimenti durante la navigazione in Estremo Oriente.
Il JU JITSU in Italia ha sempre incontrato
difficoltà di carattere oggettivo che ne hanno impedito la divulgazione
in maniera massiccia e corretta in quanto esistono molte scuole (Ryu)
di questa disciplina, ognuna delle quali ha una sua peculiarità.
Il merito di averla proposta come disciplina autonoma si deve attribuire
al M° Gino Bianchi che la divulgò in Italia a partire dal 1946,
secondo un metodo personale più occidentalizzato.
Con il passare degli anni e con la crescente possibilità di viaggiare,
il JU JITSU ha cominciato ad avvicinarsi
sempre più alle origini anche se, proprio per la sua peculiarità, è
stato erronamente identificato con la difesa personale.
Bisogna infatti precisare che l'orientamento filosofico del
JU JITSU in generale non è combattivo ma ha
sviluppato un considerevole grado di capacità di adattarsi alle
possibili avversità per volgere a proprio favore; infatti, molto spesso
il termine JU viene tradotto come "gentile".
Questo però non deve trarre in inganno perchè utilizzando il principio
dello squilibrio (Kuzushi), che può essere fisico o mentale,gli
effetti degli attacchi percuotenti al corpo (Ate), delle
lussazioni delle articolazioni (Kansetsu), delle proiezioni (Nage)
e degli strangolamenti (Shime) vengono notevolmente ampliati ed
eseguiti con il minimo impiego di forza.
Uno studio appropriato sulla posizione di prontezza (Zashin),
sulla distanza corretta (Ma Ai) e del movimento circolare
(Tai Sabaki) permette ad ogni persona sia giovane o meno
giovane, uomo o donna, di avere molte possibilità di prevalere su
eventuali attacchi.
Il JU JITSU, fa parte della Federazione dal
1971, prima come disciplina associata e, dal 1985, gestito direttamente
nell'ambito del settore JUDO.
La sua impostazione tecnica attuale segue il programma voluto dalla
"Commissione Tecnica Nazionale", che ha ritenuto di
aggiornare ulteriormente il metodo Bianchi secondo linee più moderne,
arricchito dallo studio dei Kata della scuola Hontai Yoshin
Ryu.
Questa antica arte marziale giapponese a partire dal 2003, prevede
anche nella FIJLKAM un ritorno all'agonismo, organizzato su
competizioni ricalcate sui modelli internazionali che prevedono
Campionati Europei con cadenza annuale, Campionati Mondiali con cadenza
biennale ed i Wold Games con cadenza quadriennale.
Le competizioni sono organizzate su due formule:
- Il combattimento (fighting system);
- l'autodifesa (duo system), e si è cominciato con due Criterium
interregionali.
L'esordio è avvenuto a Napoli il 26 ottobre 2003, dove il Comitato
Regionale Campania, ha organizzato il 1° Criterium interregionale di
fighting system.
Il 2° Criterium interregionale 2003, si è tenuto il 9 novembre a Genova
ed è stato organizzato dal Comitato Regionale della Liguria.
Al Criterium di Napoli hanno partecipato circa 60 atleti e parecchie
società provenienti dal Centro-sud, mentre a Genova, si sono affrontati
una cinquantina di atleti di 10 Regioni.
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