KARATEDO
(La via della mano vuota)

Nell'era moderna tutte le Arti Marziali giapponesi Trasformano il Jitsu in Do (Kondo - Kyudo - laido - Jodo), ma sembrerā un caso il fatto che proprio il Karate, unica arte marziale importata in Giappone da Okinawa e sviluppatasi sotto una evidente influenza delle arti marziali dure di Shaolin, continua a mantenere lo spirito guerriero di Bushido.
Il Karate, praticato in origine da contadini e pescatori, č la diretta conseguenza del divieto di portare armi imposto alla popolazione di Okinawa dal Daimyo di Satsuma che per anni impone il suo dominio mediante l'uso della forza.
Il divieto per la popolazione di portare armi, costituisce il motivo per cui si sviluppano scuole finalizzate al combattimento contro avversari armati e protetti da armature, che prediligono lo studio degli arti come parti contundenti oltre allo studio di utensili da lavoro utilizzati come armi (tonfa - nunchaku - kama).
Pochi anni dopo Kano, Gichin Funakoshi fonde tutte le scuole nate nel tempo nell'arcipelago di Okinawa, creando un unico metodo di combattimento che chiama KARATEDO (la VIA della mano vuota).
Nel 1917 si esibisce alla scuola di arti marziali di Kyoto.
Dopo un'importante dimostrazione eseguita a Tokyo nel 1922, il Karate viene adottato ed ottiene un naturale sviluppo e diffusione per l'efficacia della tecnica, la facilitā di apprendimento e la conservazione di una certa marzialitā che sembra riproporre i combattimenti tra Samurai, tanto cara alla mentalitā dei Giapponesi.
Il Karate č introdotto in italia a metā degli anni 50 dal M° Vladimiro Malatesta, un fiorentino che lo ha appreso a Parigi in quanto allievo del M° Tetsuji Murakami e da un altro pioniere, il M° Augusto Basile,anch'egli reduce da un'esperienza di apprendimento in terra francese.
Gli allievi del Malatesta a Firenze e quelli del Basile a Roma costituiscono il nucleo della FIK (Federazione Italiana Karate).
Intorno agli anni 60 il Karate si diffonde prevalentemente in Toscana ed Emilia ad opera degli allievi del Malatesta e nel Lazio ad opera di quelli del Basile.
Con l'arrivo in italia del M° Shirai, nel 1966 nasce una seconda Federazione, l'AIK (Associazione Italiana Karate) che ha i suoi punti di forza nelle Regioni del Nord (Piemonte, Liguria, Lombardia e Veneto), per poi giungere agli inizi degli anni 70 alla costituzione di una sola organizzazione per la regolamentazione del Karate su scala mondiale ed alla sua diffusione come attivitā sportiva, che porta a conquistare, nel 1972, il titolo di vice campioni del Mondo a squadre.
Dopo alterne vicende che hanno portato alla nascita di varie associazioni e federazioni variamente denominate, la situazione si č stabilizzata ed i tesserati italiani fanno capo principalmente al settore Karate della FILPJK.
Nell'ambito della FILPJK sono riconosciuti quattro stili principali, Shotokan, Shito, Goju e Wado, nei quali si possono riscontrare significativi elementi di Judo, Aikido, Kempo e Ju-Jitsu.
L'entrata del Karate presso la Federazione avviene nel 1995.

I KATA

Kata della famiglia HEIAN dello stile Shotokan
significato: La Via della pace (letteralmente: "La tranquillita' della mente")
(KATA di BASE)

Primo Kata
HeianShodan
Secondo Kata
HeianNidan
Terzo Kata
HeianSandan
Quarto Kata
HeianYondan
Quinto Kata
HeianGodan

TEKKI - significato: Il Cavaliere d'acciaio

sono gli unici Kata che si sviluppano in linea retta ed appartengono al gruppo dei Kata superiori - le tre varianti dei Tekki sono: Tekki Shodan (che di norma delimita la linea di confine fra gli Heian ed i Kata "superiori", Tekki Nidan e Tekki Sandan
Tekki Shodan Tekki Nidan Tekki Sandan

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